Sammlung der Entscheidungen des Schweizerischen Bundesgerichts
Collection des arrêts du Tribunal fédéral suisse
Raccolta delle decisioni del Tribunale federale svizzero

BGE 84 I 114



84 I 114

17. Estratto della sentenza 12 marzo 1958 nella causa B. e H. contro X.
Regeste

    Kantonale Vorschriften über die Berechnung der Notariatsgebühren
für die Errichtung öffentlicher letztwilliger Verfügungen. Eine Gebühr
von 7,5 promille des reinen Nachlassvermögens ist insoweit übersetzt,
als sie angewendet wird auf ein vom gleichen Notar errichtetes zweites
Testament, das von einem kurz zuvor errichteten Testament nur ganz wenig
abweicht. Der Erblasser muss von Bundesrechts wegen die Möglichkeit haben,
ohne übermässige Kosten nicht nur eine letztwillige Verfügung zu errichten,
sondern auch eine schon getroffene Verfügung abzuändern.

Sachverhalt

                    Riassunto dei fatti:

    In data del 15 marzo 1955, il notaio X. rogava il testamento pubblico
di Y. Per questa sua prestazione, allestiva una nota di 1339 fr. 10, che
il testatore pagava senza contestazioni. Poco più di un mese dopo, e cioè
il 21 aprile, il notaio X., richiesto da Y., rogava un secondo testamento
pubblico. Rispetto al primo, questo conteneva solo lievi modifiche. In
quell'occasione, X. chiedeva a Y. e riceveva un importo di 20 franchi.

    Y. morì il 7 marzo 1956 e il notaio X. provvide, il 29 marzo 1956,
alla pubblicazione di ambedue i testamenti pubblici e, inoltre, di un
testamento olografo davanti al pretore di Locarno-Città.

    Con note del 27 giugno 1957, X. chiedeva il pagamento di 413 fr. 85
per la pubblicazione dei tre testamenti e 1765 fr. per la confezione del
secondo testamento pubblico. Per il computo degli onorari, X. si fondò
su un valore della successione di 230 000 franchi.

    L'esecutore testamentario B. contestava tutte e due le note. X. reagiva
aumentando l'importo della nota per la confezione del secondo testamento
pubblico a 2270 fr., compresi 15 fr. di spese. Egli giustificò questo
suo modo di agire dicendo di avere nel frattempo saputo che il valore
dei beni della successione non era di 230 000 fr., bensì di 298 000 fr.

    Chiamato dal notaio a pronunciarsi sulle due note per onorari, il
Consiglio di disciplina notarile riduceva, l'11 dicembre 1957, a 313
fr. 85 la nota per la pubblicazione dei tre testamenti, ma confermava,
nel suo ammontare di 2270 fr., quella per la confezione del secondo
testamento pubblico.

    L'esecutore testamentario e l'erede universale H. hanno interposto
in tempo utile un ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale
per violazione dell'art. 4 CF, del principio della forza derogatoria del
diritto federale, come pure delle disposizioni della Costituzione cantonale
circa le competenze del potere giudiziario. Essi chiedono che il decreto
impugnato sia annullato nella misura in cui ha confermato l'onorario
esposto dal notaio per la rogazione del testamento pubblico 21 aprile 1955.

Auszug aus den Erwägungen:

                    Considerando in diritto:

    1.-3. - .....

Erwägung 4

    4.- Il Tribunale federale si è più volte occupato della questione se
gli art. 6 e 7 della tariffa notarile ticinese fossero conciliabili con
il diritto federale. Dopo aver posto il problema nella sentenza inedita
26 febbraio 1945 su ricorso Scazziga, esso disse, nella sentenza RU 73 I
376 sgg., che l'applicazione di una tariffa notarile così onerosa come
quella ticinese era suscettibile di rendere difficilmente accessibili
se non impraticabili gli istituti - di diritto federale - dell'erezione
del testamento pubblico e della pubblicazione del testamento pubblico e
olografo. "La soluzione migliore - suggerì allora il Tribunale federale -
sarebbe certamente che il legislatore ticinese riducesse, in una revisione
della tariffa notarile, l'onorario del 7,5 promille per la pubblicazione
di testamenti olografi e l'erezione di testamenti pubblici, o lo limitasse
a un importo massimo."

    In seguito a questa sentenza, le autorità legislative ticinesi
riformavano gli art. 6 e 7 LTN nel senso che "per i testamenti pubblici
e per i contratti successori in nessun caso l'onorario potrà eccedere
5000 fr." e per la pubblicazione di un testamento pubblico od olografo
l'onorario sarebbe stato "da 30 fr. a 100 fr., se l'asse ereditario non
eccede i 500 000 fr. e sino a 1000 fr. se li eccede" (legge 8 ottobre
1952). Come risulta dal testo delle due modifiche, le autorità ticinesi
hanno dunque lasciato sussistere, per l'erezione del testamento pubblico,
l'aliquota del 7,5 promille, limitandosi a fissare un onorario massimo
assoluto. Per la pubblicazione dei testamenti, hanno invece stabilito un
onorario massimo scalare, in funzione dell'asse ereditario.

    Nel loro gravame, i ricorrenti non pretendono che l'ordinamento
vigente sarebbe tuttora inconciliabile di massima con il diritto federale
già perchè l'aliquota del 7,5 promille non è stata ridotta o l'importo
massimo dell'onorario non è stato stabilito in modo scalare. Essi
sostengono esclusivamente che detta aliquota è assurda e inammissibile
qualora l'onorario sia fissato "sul valore della sostanza anzichè sul
valore della disposizione (risp. delle disposizioni deroganti l'ordine
legale di successione)".

    Su questo punto occorre osservare che, a norma dell'art. 2 LTN,
per gli istrumenti e brevetti di valore determinabile (e la confezione
di un testamento pubblico è compresa tra questi) i notai hanno diritto
a un onorario proporzionato al valore dell'atto. Per valore dell'atto
s'intende nel caso di testamenti pubblici - giusta l'art. 3 lett. c LTN -
"quello degli enti oggetto della disposizione di ultima volontà". Nella
sua decisione, il Consiglio di disciplina notarile ha tenuto conto di
tale disposto, che è anzi esplicitamente richiamato. Se ha nondimeno
fondato il calcolo sull'"attivo netto della successione", non per questo è
incorso nell'arbitrio. In concreto, il de cuius aveva infatti praticamente
disposto, con il testamento di cui si tratta, di tutti i suoi beni. Così
stando le cose, a torto i ricorrenti pretendono che l'aliquota del 7,5
promille sarebbe inammissibile e assurda già perchè è stata calcolata sul
"valore della sostanza anzichè sul valore della disposizione". In realtà,
tale questione potrebbe porsi solo nell'ipotesi, qui non attuata, che
esistesse un divario tra valore dei beni di cui è stato disposto e attivo
netto della successione.

    Se la decisione impugnata non è per sè inconciliabile, in concreto,
con il diritto federale solo perchè l'onorario notarile è stato fondato sul
valore netto dei beni della successione, essa deve invece essere annullata
per il motivo che un'aliquota del 7,5 promille calcolata sull'attivo netto
della successione dev'essere giudicata inammissibile quando sia applicata
per un secondo testamento rogato dal medesimo notaio e modificante solo
in lievissima misura un testamento confezionato poco tempo prima. Come
il Tribunale federale ha esposto nella sentenza RU 73 I 376, la somma
dovuta al notaio non è infatti nè una tassa nè un'imposta, ma un onorario
per l'adempimento di una funzione pubblica. Tale onorario deve stare in
un'adeguata proporzione con il lavoro prestato, benchè una gradazione ad
valorem non sia per sè esclusa. Tenuto conto di questi principi, non è
chi non veda come un onorario di 2255 franchi per un testamento con solo
lievi modifiche, ricevuto dal medesimo notaio poco più di un mese dalla
rogazione di un primo testamento, non sia più in rapporto alcuno con il
lavoro prestato. Certo, un altro notaio avrebbe chiesto, per la confezione
del secondo testamento, un onorario pieno secondo tariffa. Tuttavia,
precisamente la circostanza che Y. si è rivolto, appena un mese dopo
la confezione del primo testamento, al medesimo notaio ha agevolato il
compito di questi in misura tale che la richiesta di un onorario superiore
ancora a quello che era stato esposto per il primo testamento appare
così esorbitante da rendere eccessivamente onerosa l'utilizzazione di un
istituto di diritto federale. È pure esatto che il secondo testamento
annullava integralmente il primo e questo non aveva dunque più alcun
valore giuridico per il testatore. Ma determinante, per il giudizio del
presente litigio, rimane la circostanza che, rispetto al primo testamento,
il secondo conteneva modifiche di lievissima entità. Così stando le cose,
devesi ammettere che il secondo testamento rogato ad opera del medesimo
notaio costituì una semplice completazione, di fatto se non di diritto,
del primo.

    Ne segue che il decreto impugnato, nella misura in cui ha confermato la
nota per onorari 5 agosto 1957 del notaio X. a dipendenza del testamento
21 aprile 1955, dev'essere annullato. Questa conclusione s'impone, dal
momento che in virtù del diritto federale il cittadino deve avere la
possibilità, senza eccessivi aggravi, non solo di fare testamento ma pure
di modificare disposizioni di ultima volontà già prese.

    Siccome la LTN non disciplina esplicitamente gli onorari dovuti in casi
quali quello qui in esame, spetterà al Consiglio di disciplina notarile
dire entro quali limiti il notaio X. potesse esporre una nota per il
secondo testamento senza rendere eccessivamente onerosa, nel senso della
giurisprudenza del Tribunale federale, l'utilizzazione di un istituto di
diritto federale.

Entscheid:

                Il Tribunale federale pronuncia:

    Il ricorso è accolto a norma dei considerandi. Di conseguenza, il
decreto impugnato è annullato nella misura in cui ha confermato la nota
per onorari 5 agosto 1957 del notaio X. a dipendenza del testamento 21
aprile 1955.